Sabato 12 Maggio Festa di Primavera al Giardino Segreto di via Terraggio

3 mag

A causa delle previsioni di maltempo abbiamo spostato la festa di Primavera nel Giardino Segreto di Via Terraggio a SABATO 12 MAGGIO. Vi aspetto per una giornata di semina, di giardinaggio, di giochi, con i bambini delle scuole milanesi, organizzata dal Consiglio di Zona 1 con l’Associazione Civiltà Contadina.

Elena

LE CARTONIADI SONO INIZIATE!

2 mag

Dall’ 1 al 31 maggio le nove Zone di Decentramento saranno impegnate in una gara ecologica e sostenibile: si dovrà raccogliere, più carta e cartone possibile, migliorando al tempo stesso la qualità della raccolta. Singoli cittadini, condomini, scuole, uffici, ospedali: siamo tutti chiamati a partecipare. La carta è un bene prezioso e completamente riciclabile, ma non sempre viene raccolta nel modo corretto e spesso non viene raccolta affatto. Perciò AMSA, COMIECO e il Comune di Milano hanno indetto questa una gara che assegnerà alla Zona che si aggiudicherà la vittoria un premio di 50.000 euro da spendere in un progetto a favore della Zona.
Quindi da ora in avanti…. tutti al lavoro con la raccolta di carta e cartone!

Festa di Primavera al Giardino Segreto di via Terraggio

27 apr

Sabato 5 maggio 2012, Festa di Primavera nel Giardino Segreto di Via Terraggio. Una giornata di semina, di giardinaggio, di giochi, con i bambini delle scuole milanesi, organizzata dal Consiglio di Zona 1 con l’Associazione Civiltà Contadina.

“Basta Colpevolizzare le bici”

16 apr

IL CASO IL POPOLO CHE PEDALA SI RIBELLA ALLA CULTURA DELLE ACCUSE CHE ARRIVANO DA AUTOMOBILISTI E PEDONI.
I ciclisti: diritti e doveri devono valere per tutti. Convivere si può.

Temuti dai pedoni più degli scooteristi («Ti arrivano alle spalle e non li senti»), invisi agli automobilisti («Sgusciano da ogni parte, pericolosi!»), i ciclisti sono al centro di un ciclone. Conseguenza diretta delle recenti proposte allo studio – consentire alle due ruote l’ utilizzo dei marciapiedi o circolare in controsenso nei sensi unici -. Chi da decenni battaglia, perché la mobilità ciclistica diventi motore di un cambiamento di abitudini generale, glissa sulle polemiche e invita a guardare all’ Europa: «Pedoni contro ciclisti… polemiche stantie – dice Eugenio Galli, presidente Ciclobby -. Ogni volta che si apre uno spiraglio, una prospettiva concreta di cambiamento, si alzano le barricate». Ciclisti che violano le regole, che circolano senza luci… «l’ inciviltà e l’ arroganza non sono distribuite verticalmente su una sola categoria – precisa Galli -. La nostra associazione fa campagne per la sicurezza, di tutti». E il Comune per quella dei ciclisti: display luminosi da qualche tempo invitano l’ automobilista a guardarsi attorno prima di spalancare la portiera. E online è disponibile un manuale per chi usa la bici. Utile scorrerlo, anche per capire che il ciclista è «vigilato speciale»: sanzionabile se la bici è priva di catarifrangente, di campanello, se i freni non sono in perfetta efficienza, se non rispetta la distanza di sicurezza, se tiene al guinzaglio un animale, se non accende i fari la sera e non segnala la svolta con il braccio, se pedala senza appoggiare le mani sul manubrio… se procede a zig zag tra le auto incolonnate. La strada è di tutti, ripetono i ciclisti. Convinti che aprire alla circolazione in doppio senso per le due ruote le strade a senso unico sia un tassello di un puzzle più ampio, che mira a ridurre lo spazio per le auto, a moderare il traffico e la velocità. Oggi, intanto, un segnale di pace: saranno infatti dieci ciclisti di Ciclobby ad aprire la maratona di Milano. «Dovremo lavorare sulla cultura della bicicletta molto di più e insegnare ai ciclisti sia i diritti sia i doveri», dice Elena Grandi, ciclista da sempre, consigliere dei Verdi e presidente commissione Mobilità di zona 1, dove il tema dell’ istituzione delle Zone 30, per ridurre la velocità delle auto, è aperto da mesi. «E anche allinearci ai codici della strada europei, meno limitanti. Puoi ricavare piste ciclabili anche su strade più strette, senza bisogno di andare sui marciapiedi». I pedoni di CamminaMilano con Mario Schiavoni sostengono l’ irrinunciabilità di un’ alleanza con i ciclisti: «Ci sono marciapiedi immensi dove c’ è spazio per tutti, a patto che i percorsi pedonali e quelli ciclabili siano ben distinti. Ci lamentiamo, però, perché il pedone non è trattato come un utente della strada ed è il più ostacolato». Preoccupata l’ Unione Ciechi. Il commissario milanese, Rodolfo Masto, spiega: «Noi promuoviamo l’ integrazione. A Milano ci sono 5 mila non vedenti e 1.300 vanno in giro a piedi. Per loro i pericoli non sono solo i ciclisti sui marciapiedi ma anche cicli e motocicli legati ai pali, parcheggiati dove non dovrebbero, gli archetti…». Hanno detto Polemiche stantie, inciviltà e arroganza non sono certo distribuite su una sola categoria I pericoli per i ciechi non sono solo i ciclisti sui marciapiedi ma anche le moto legate ai pali Gli spostamenti giornalieri in bicicletta all’ interno della cerchia dei Bastioni L’ investimento in euro stimato dal Comune per realizzare 31 chilometri di nuove piste ciclabili Eugenio Galli Presidente della onlus «Fiab Ciclobby» Rodolfo Masto Commissario dell’ Istituto dei Ciechi di Milano

Paola D’ Amico

Via: Corriere della Sera

«Troppo rumore, dimezziamo i jumbo tram in via Mercato»

12 apr

Protesta Il Consiglio di Zona 1: bisogna deviare il percorso

Dimezzare il numero dei tram che transitano in via Mercato. A chiederlo, oggi, non sono più solo i cittadini di via Mercato e via Tivoli, assordati dal rumore che tocca punte di 110 decibel quando i jumbo curvano, ma il consiglio di Zona 1. «Serve un piano di fattibilità», è la premessa. Segue il progetto, di una semplicità sconcertante: deviare su Foro Buonaparte per 400 metri i tram 2, 12 e 14 diretti in periferia, lasciando sul vecchio percorso quelli diretti in centro. Sdoppiando, cioè, la linea, nel tratto di via Cusani. Basterebbe questo accorgimento per dimezzare i tram in transito. Oggi, nella strada che da Cairoli conduce a Lanza, viaggiano 418 tram. Scrive la Zona 1: «In via Ponte Vetero è da registrarsi una situazione di forte pericolo per i pedoni, biciclette, motocicli, a causa della presenza di sezione stradale estremamente ridotta, tre linee tranviarie servite da vetture “2 casse”, “Jumbo” e “Sirietto”, marciapiede molto stretto che costringe i pedoni a camminare rasenti al muro, masselli del pavé che si sollevano costituendo un pericolo per i suddetti mezzi oltre che per le stesse linee tranviarie a rischio danneggiamento». Non solo. «Le vetture tranviarie in uscita da via Ponte Vetero verso via Mercato (direzione Lanza M2) vengono spesso bloccate da automobili in divieto di sosta troppo vicine ai binari;l’ angolo compreso tra le vie Tivoli e Mercato si caratterizza per l’ elevato rumore delle vetture tranviarie in curva (in media un tram al minuto nelle ore di punta)». Esiste, però, un «itinerario tranviario» (Cusani-Buonaparte-Lanza), parallelo a quello sopra descritto, caratterizzato da una carreggiata stradale molto più larga». Perché, dunque non sdoppiare il percorso? «Il comitato di residenti lo chiede da almeno 4 anni – commenta Elena Grandi, presidente della Commissione Ambiente e Verde -. È un’ iniziativa che non richiede investimenti di soldi e strutture, ci sono rotaie e scambi e una strada più ampia». Atm, che garantisce di effettuare «misurazioni con scadenze periodiche sulla rumorosità dei propri tram», precisa che la proposta «non è realizzabile con l’ attuale regime di circolazione del traffico. Infatti, ciò comporterebbe il passaggio dei tram anche in via Cusani dove, tuttavia, gli impianti non sono sufficienti per consentire il transito regolare di quattro linee, andando a bloccare il traffico. Ma il confronto è aperto. «L’ entrata in vigore del provvedimento denominato “Area C” – scrive infatti la Zona 1 – ha diminuito i volumi di traffico privato percorrenti le suddette vie, permettendo il ripensamento di alcuni sensi unici di marcia e itinerari dei mezzi Atm».

D’ Amico Paola

 

Via: Corriere della Sera

Pulizie di primavera al Giardino di via Montello

18 mar

Graffiti sui muri. «Basta degrado»

12 mar

Assoedilizia: è emergenza, Amsa pulisca gratis i palazzi imbrattati. Ma il presidente Sonia Cantoni: <<Non possiamo cancellarle le tag dagli edifici pubblici per una sentenza del Consiglio di Stato>>

Imbrattate le barriere antirumore, le serrande dei negozi in centro, i monumenti storici, i palazzi privati e gli edifici pubblici, le stazioni del metrò, i vagoni ferroviari. È emergenza graffiti. Da Porta Volta a Cadorna campeggiano sui muri enormi N (enne), disegnate con il rullo – proprio quello dell’imbianchino -, carico di pittura bianca. I writer «professionisti», più evoluti, usano anche gli estintori per lasciare la loro firma con schizzi ampi e, soprattutto, veloci. Gli adepti della BSF, una delle crew (gruppi di writer) più agguerrita della metropoli, dal quartiere Barona s’allungano con le loro scorribande fino alla Centrale e imbrattano i monumenti storici.

Sono trecento le crew e forse più di mille i writer attivi nella metropoli. Che siano loro a crescere di numero o, piuttosto, le istituzioni ad aver abbassato la guardia (o forse si sono arrese?), con i minori controlli, le punizioni mancate, la promozione dei migliori tra loro al ruolo di artisti, è un fatto che la città, anche grazie a quella miriade di tag disordinate, è più sporca. A ciò s’aggiunge che Amsa da due anni non può più rimuovere i graffiti dai muri degli edifici pubblici. Nel febbraio del 2010 una sentenza del Consiglio di Stato ha respinto l’affidamento diretto da parte dell’Amministrazione Comunale all’Amsa del servizio di cancellazione graffiti dagli edifici pubblici, in seguito ad un ricorso presentato al Tar da una Società con l’appoggio di Assoedilizia.

 

«Sappiamo come cittadini, oltre che come fornitori di un servizio, che il fenomeno dei graffiti sui muri degli edifici pubblici e privati rappresenta un grosso problema per la vivibilità della nostra città – dice la presidente Amsa, Sonia Cantoni -. Auspichiamo quindi che il Comune avvii al più presto la procedura di gara che consenta l’affidamento del servizio di rimozione dei graffiti dalle facciate e dai muri perimetrali degli edifici pubblici cittadini». A memoria che l’opera di pulizia dei muri (solo degli edifici pubblici) ha un costo elevato sono i dati che l’ex sindaco Moratti rese noti alla fine del 2008: in cinque anni, 25 milioni di Euro spesi. Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, chiede che Amsa cancelli «gratis i graffiti da muri, occorre un’azione radicale, come a New York». Troppo alto per i privati sostenere i costi. «L’imbrattamento dei muri si è settorializzato, ci sono quartieri martoriati». Ma c’è anche chi agisce senza chiedere.

Sono i cittadini del Comitato Abruzzi Piccini e Milano Muri Puliti che dal 2008 hanno ripuliscono di ogni scritta muri e palazzi del quartiere. «Non è un’impresa impossibile e non è neppure a così alto costo», spiegano. Un modello di risposta ai writer che esportano, anche nell’hinterland, organizzando clean-up (l’ultima il 16 gennaio a Bollate). Obiettivo: creare degli esempi virtuosi, attraverso un’azione dal basso «che s’ispira ad una cultura del fare, rendendo il cittadino protagonista nella lotta contro il degrado». Loro, con l’Associazione Nazionale Antigraffiti raccolgono le segnalazioni di nuove tag (info@associazioneantigraffiti.it) per realizzare una mappa delle imbrattature in città.
Elena Grandi, presidente commissione Ambiente e Verde di zona 1, lancia la proposta di «destinare muri abbandonati ai writer per indirizzare questo fenomeno che oggi è spontaneo ma assolutamente incontrollato». Primo tra i luoghi, il giardino temporaneo di via Montello, appena restituito ai cittadini. «Un po’ mattoni, un po’ intonaco, può diventare un grandissimo pannello per gli artisti, in erba e più esperti. Facciamoli esprimere la loro arte in luoghi dove si valorizza. La città è piena di muri che non hanno aspetto decoroso e potrebbero diventare elementi decorativi».

Paola D’Amico

Via: Corriere della Sera

Aria nuova in Area C?

6 mar

 

martedì 6 marzo 2012 ore 18,30
Sala Alessi Palazzo Marino
Comune di Milano

L”evento è organizzato dal Movimento Milani Civica per martedi’ 6 marzo presso la Sala Alessi a Palazzo Marino
> L’importante sentenza del TAR di Milano – sezione III – che in data 1 marzo us ha emesso ordinanza di reiezione dell’istanza di sospensiva contro la delibera del Sindaco presentata da un nutrito gruppo di autorimesse del centro, sara’ uno dei temi trattati durante l’incontro.

Partecipano:

Marco Granelli, Assessore alla Sicurezza 

Anna Scavuzzo, Consigliere Milano Civica per Pisapia Sindaco

Luca Tosi, Dirigente Amat Comune di Milano

Stefano Riazzola, Dirigente assessorato Mobilità

Enrico Fedrighini, Comitato Promotore MilanoSiMuove

Giorgio Spatti, esperto di trasporti e logistica

Introduzione:

Nanni Anselmi, Presidente MMC

Moderatore:

Ilaria Li Vigni, Direttivo MMC

Conclusioni:

Cristina Jucker, vice Presidente MMC 

 

Alcune Considerazioni sulla imminente attuazione della raccolta differenziata della frazione umida

27 feb

AREA C: L’inizio di un progetto più vasto…

17 gen

 

Credo che questa area c, così com’è, sia poca cosa, ma che sia il necessario inizio di un progetto più vasto (quello indicato nel primo dei 5 referendum). Penso che si debba al più presto allargarla alla cerchia ferroviaria; che si debbano contenere il più possibile le facilitazioni ai veicoli commerciali (e che si limiti il loro accesso in orari poco “di punta”); che i soldi guadagna…ti dall’amministrazione grazie ai pedaggi di area c debbano essere investiti tutti e in maniera trasparente (con un link sul sito del comune che si aggiorna settimanalmente e che informa i cittadini sullo stato degli investimenti) in piste ciclabili, parcheggi d’interscambio, potenziamento dei mezzi; che il pagamento per i residenti possa essere in qualche modo semplificato; che per i residenti in area c sia consentito il parcheggio gratuito 24 ore su 24 anche sulle strisce blu.
Ciò detto, ecco alcune considerazioni a proposito dei residenti che oggi si sentono vessati da questa sperimentazione.
Il centro da ieri sembra un’isola felice: con meno macchine, più parcheggi, mezzi pubblici più veloci, ciclisti che si muovono con meno pericolo. Forse non avremo meno inquinamento, ma chi abita nel centro avrà da questa prima fase di area c un evidente vantaggio. E anche sui bastioni non si è creata la temuta congestione di traffico che alcuni paventavano. Dunque, smettiamola di lamentarci sempre! E’ una caratteristica tutta italiana quella di volere la botte piena e la moglie ubriaca: tutti pretendiamo più qualità della vita, più servizi, meno traffico, meno inquinamento, purché a pagare il prezzo di ciò sia sempre qualcun’altro.