La costituente ecologista

Ecco una sintesi e qualche commento personale sulla Convention della Costituente Ecologista tenutasi a Roma il 21 e il 22 maggio. La relazione dettagliata, i singoli interventi, la scaletta dei lavori saranno a breve a disposizione sul sito (www.costituentecologista.it) ..

E’ stata un’esperienza utile e istruttiva. Ho conosciuto e ascoltato persone ricche di idee, di esperienze e di programmi, molte delle quali solidamente agganciate alle realtà del territorio (penso alle molte associazioni, senza l’appoggio e la collaborazione delle quali erano tutti d’accordo col dire che il movimento dei Verdi rischia non andare in alcun luogo); altre che rappresentano coraggiosi esempi di come il cammino verso la difesa dell’ambiente sia difficile, duro, spesso ostacolato da governi e leggi; si è parlato di legislazioni, di cifre, di regolamenti, ma anche di cultura ambientale, di comunicazione, di democrazia (quella vera, che spesso purtroppo sembra essere divenuta solo una parola vana); e, naturalmente, di risparmio energetico e di energie rinnovabili.

In sintesi, ciò che mi pare sia emerso da questa due giorni di gruppi di lavoro prima, di congresso poi, è questo:

1 –  Ambizione e traguardo del futuro Partito Ecologista e Civico (molto si è insistito su questo concetto, Civico) deve essere non tanto di guadagnare qualche poltrona in parlamento ma di divenire un grande movimento culturale e politico, che riesca a coinvolgere i cittadini, che abbracci ogni forza in grado di contrastare il consumo del territorio, la cementificazione selvaggia, il dissesto idrogeologico; che sia a favore del risanamento, del recupero edilizio (Domenico Finiguerra); bisogna redarre piani paesaggistici, istituire una moratoria per l’edificazione (Paolo Berdini); si devono ottenere incentivi al trasporto non inquinante e, per le città, bisogna puntare allo sviluppo di reti di trasporto urbano (ferroviario) e di  tutti i sistemi di trasporto privato o pubblico tendenti a ridurre i fattori inquinanti: bike-sharing, car-sharing, car-pooling, ecc… (Anna Donati).

2 –  Il nuovo partito sarà contraddistinto dalla pluralità, anche a livello di vertici, anche di genere. Il suo simbolo (e il nome) saranno decisi tramite il sistema delle primarie (Monica Frassoni, Angelo Bonelli).

3 –  La trasversalità del Partito non sarà da intendere come un adattarsi a collaborare con forze di governo palesemente disinteressate a tutto ciò che impedisce loro di continuare a fare affari con i costruttori e con le mafie (legalità, riciclo, gestione delle risorse idriche, risparmio energetico, recupero conservativo, sono termini dell’antimafia: lettera di Rita Borsellino); ma deve condurre alla collaborazione con chi condivide i contenuti ecologisti e civici del movimento. L’appoggio a Pisapia e a De Magistris è stato ribadito come fondamentale e indiscutibile (sia pure con la consapevolezza che anche nei partiti della sinistra ci sono posizioni ambigue: si pensi alla solo recente presa di posizione ufficiale del PD contro al nucleare). I Verdi dovranno essere una sorta di sentinella.

4 – La comunicazione (fino ad oggi deficitaria), la diffusione delle idee del movimento, dovranno passare attraverso un nuovo modo di comunicare, che sia coadiuvato da un lavoro sinergico con le associazioni (Andrea Masullo, Antonio Noto).

5 – I Referendum: da qui al 12 giugno ognuno, con i mezzi, i sistemi, le prerogative di cui dispone, dovrà diffondere il messaggio di andare a votare. Il successo dell’azione dei ragazzi di Nuoro deve essere d’esempio (Massimo Scalia, Corrado Oddi).

Si è detto di molto altro: inceneritori, culture biologiche, difesa degli animali, legalità, introduzione di nuove leggi, creazione di un’Agenzia Nazionale delle Aree Protette, ecc.

Sono intervenuti personaggi  (di persona, o con messaggi, filmati, telefonate in diretta) che hanno fatto, o stanno facendo, la storia dell’ambientalismo e delle lotte dei verdi nel mondo. Particolarmente toccante il filmato di

Alex Langer introdotto da Marco Boato visibilmente commosso. Lo stesso vale per l’intervento di Sydney Possuelo e per quello di Satoko Watanabe (Coordinatrice Internazionale dei Verdi Giapponesi) che ha esordito scusandosi per non avere potuto, come Verdi Giapponesi, impedire la tragedia di Fukushima.

Insomma, a me ha fatto piacere esserci. Resta il rammarico di essere stata la sola a rappresentare (sia pure come spettatrice: la scaletta al congresso era predefinita, i tempi stretti, le possibilità di intervento – soprattutto per una neo eletta – nulle; in effetti è mancato del tutto il dibattito con il pubblico) la realtà Milanese. Una realtà che in questi giorni sta vivendo il maggiore cambiamento degli ultimi decenni.

Rimango convinta che una presenza più significativa della compagine milanese sarebbe stata opportuna.

Non si è parlato di Milano, né dei nostri 5 Referendum, vera prova di democrazia partecipata e di come i temi ambientali tocchino la sensibilità del cittadino comune. Un vero peccato. Io credo che sia stata persa un’opportunità.

Elena Grandi

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