Milano. Task force di associazioni per la Casa degli artisti

– Parte l’operazione per salvarla dal degrado –

Quattro anni dopo, sopra alle masserizie (scrivanie, tavole, marmi grezzi, arredi) abbandonate da artisti e liutai nell’edificio di via Tommaso da Cazzaniga, sgomberato in tutta fretta, s’è stratificata una discarica. Ieri, al termine del sopralluogo del Consiglio di zona, la decisione di bonificare la struttura: Amsa e associazioni dei vecchi inquilini come supervisori. Poi, per la Casa degli Artisti, andrà fatto un progetto. Ieri al capezzale dell’edificio, realizzato da mecenati milanesi all’inizio del Novecento per ospitare gli artisti, si sono raccolte le associazioni che, all’indomani dello sgombero, hanno riunito gli storici inquilini dell’edificio (associazione 59/A, Casa degli Artisti), il comitato di quartiere Garibaldi, giovani creative con proposte di realizzare nelle ex serre (quelle già ristrutturate e funzionali) laboratori didattici per bambini, disabili e anziani. Un segnale chiaro, come spiega Elena Grandi, presidente della commissione Demanio e Verde di zona 1, che la Casa è un luogo da rivitalizzare. Non bastano, è ovvio, le buone intenzioni. E per ora, come ha confermato l’architetto Carlo Masera, che ha ridisegnato il giardino pubblico nella coorte della Casa degli Artisti – oneri di urbanizzazione dovuti dalla cooperativa Garibaldi per gli stabili realizzati lì a fianco -, di fondi per il restauro dello stabile fatiscente ne sono rimasti solo 400 mila. Recuperare l’intero palazzo di tre piani più l’annesso ex bar Bianco costa quattro volte tanto. La messa in sicurezza, con pulizia e nuove porte, per evitare l’occupazione abusiva di senzatetto, rimane la priorità. «Questo luogo va salvato, non certamente alienato — conclude Grandi—. E’ un luogo di cultura e di socialità. Come recuperarlo, si dovrà studiare con il Comune, ma è fuori discussione che va restituito alla città e agli artisti».+

Paola D’Amico
Corriere della Sera – Milano 26/7/2011

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