Il Vivaio Riva sfrattato! Un patrimonio da non perdere.

Lettera al Corriere della Sera di Sabato 1 Ottobre 2011

Gentile Signora Bossi Fedrigotti, vorrei fare chiarezza su quel che si è scritto in questi giorni sui quotidiani su un presunto sfratto del Vivaio Riva, storico luogo milanese di coltivazione e di vendita di fiori e piante. Il Consiglio di Zona 1 ritiene che il Vivaio Riva, dai milanesi giustamente considerato un luogo bellissimo e un’oasi di pace e di verde, debba essere conservato. Ma le proprietarie del vivaio (che occupa da quasi 50 anni un’area di proprietà del Comune di 3000 metri quadrati e oggi è un luogo dove, oltre alla vendita di piante e fiori, si svolgono anche eventi commerciali di vario genere, feste, sfilate, presentazioni), non corrispondono al Comune alcun canone di locazione almeno dall’ormai lontano 1965. Per questo il Consiglio, nella linea di un necessario riordino delle finanze comunali, ha dato parere negativo alla proposta di un contratto di locazione agraria, con un canone di conseguenza molto modesto, posto che l’area in questione è ora a tutti gli effetti uno spazio commerciale: basta andare a visitare il sito www.vivaioriva.it per rendersene conto. Non è nelle intenzioni di questa Amministrazione d’imporre al Vivaio Riva la chiusura dell’ attività; né, tanto meno, d’essere d’ostacolo a che nel vivaio si svolgano eventi a pagamento: ma si ritiene giusto e doveroso che il contratto di locazione tenga conto dell’ effettivo uso dell’area. In sostanza, il Comune, secondo i principi che regolano una buona gestione delle cose pubbliche, deve mettere a reddito le sue proprietà ad un canone equo, almeno nei casi in cui esse generano profitti a privati cittadini che usano queste proprietà pubbliche per le loro private attività d’impresa.
Elena Grandi (Presidente della Commissione Verde, Ambiente, Demanio, Casa, del Consiglio di Zona 1)

Grazie per la precisazione che ci permette di comprendere meglio le questioni che stanno agitando il Vivaio Riva, uno dei non molto numerosi spazi verdi milanesi davvero incantevoli che vorremmo venisse a tutti i costi preservato tale e quale. Giustissimo e ragionevole l’intento dell’Amministrazione di mettere a reddito questa sua proprietà che da un pezzo ha perduto la sua destinazione esclusivamente agricola. Purché, tuttavia, il canone richiesto risulti davvero equo: sembra, infatti, che il problema sia tutto qui, anche perché, vedendo appunto il sito che illustra i numerosi e prestigiosi eventi commerciali ospitati dal Vivaio negli ultimi anni, pare di capire che, soprattutto durante i mesi invernali, ci possono essere periodi di stagione piuttosto bassa.

Isabella Bossi Fedrigotti

 

Via: Corriere della Sera

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