Porta Nuova «smart»: «Far rinascere i caselli»

L’ iniziativa «Bisogna ripensarli altrimenti diventano terra di nessuno»

I caselli daziari di Milano come punti d’ incontro tra cittadinanza, amministrazione e imprenditori. Dove mettere in mostra le proposte «ecologiche» per la città, organizzare concerti, attività informative o dedicarsi all’ arte di strada. Luoghi interconnessi, in vista dell’ evento Expo 2015. Questo lo spirito alle spalle del progetto presentato ieri in piazza Principessa Clotilde, in linea con una delibera comunale del consiglio di zona 1. Almeno per una delle «dogane» milanesi. Quella di Porta Nuova, abituale ritrovo di clochard, oggi al centro di un progetto di mini riqualificazione. Da settembre, infatti, qui partirà lo «Smart city point» ideato da Green city in collaborazione con l’ affittuario dell’ ottocentesca struttura, l’ Associazione castelli e ville aperti in Lombardia. «Verranno promosse buone pratiche ecologiche per la città – spiega Giovanni Sala di Green city e presidente di Archimede energia -. Iniziative per l’ ambiente e la mobilità urbana». Ci sarà un punto informativo di Team Zero, gruppo di aziende italiane pronte a offrire soluzioni per la realizzazione dei padiglioni dei partecipanti all’ Expo 2015. Intorno, due aiuole, longa manus del progetto Porta Nuova della Hines, ispirate all’ evento «Bosco del respiro» in piazza Duomo. Un piccolo faro, insomma, sul tema del recupero delle antiche porte della città. «Bisogna ripensarle – esorta il presidente dell’ associazione Castelli e ville aperti in Lombardia, Antonio Voltolini – altrimenti diventano terra di nessuno. Noi non possiamo farci carico, come da contratto, sia della manutenzione ordinaria che di quella straordinaria. Servono sponsor e attività culturali». Per gli altri caselli daziari, infatti, ancora non esistono progetti simili. Solo una delibera d’ indirizzo sulla loro destinazione d’ uso datata 29 maggio scorso in consiglio di zona. «Devono essere spazi pubblici e aperti» afferma la presidente della commissione Ambiente di zona 1, Elena Grandi. Tra i caselli comunali (visto che i due di piazza Sempione sono di proprietà dello Stato), al momento ci sono sia spazi sfitti in attesa di bando (Porta Vittoria) sia in scadenza di contratto (Porta Ticinese e Porta Volta). L’ assessore alla Casa Lucia Castellano accetta la sfida. «Ci siamo presi una pausa di riflessione – spiega – per ripensare tutto il sistema dei caselli daziari. Perché casi come piazza Cantore non devono più accadere: basta negozi». In Porta Genova, oggi, ci sono un ristorante e una camiceria, con contratti d’ affitto firmati dalla giunta precedente in scadenza nel 2021 e nel 2022.

27/06/2012

Valtolina Giacomo

Via: Corriere della sera

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