A Milano 319 aree per cani, ma solo tre sono al top

MILANO – «Mancano d’ombra, sono troppo piccole, il tappeto d’erba è spelacchiato, sono sporche, non ci sono giochi». L’oggetto sono le aree cani. A tracciare un resoconto di cosa non va sono i padroni dei cani che, nei giorni di festa e di vacanza, si concedono il lusso di portare i loro beniamini a sgranchirsi le zampe in alcuni spazi considerati al top: le aree dei giardini Montanelli e quella del parco Sempione, vicina alla Triennale. Sono 319 le aree cani cittadine. Tutte insieme, quelle piccole come francobolli – che la presidente della commissione Verde e Ambiente di zona 1, Elena Grandi, ha proposto di eliminare per ragioni igieniche – e altre sconfinate come al parco delle Cave o al parco Nord, rappresentano quasi seicentomila metri quadrati di verde. In teoria sufficienti per il benessere dei 120 mila cani che si presume vivano in città. Il condizionale è d’obbligo, perché all’anagrafe canina ne risultano registrati solo 85 mila.

I NUMERI – Ci sono zone, come il Lorenteggio, che hanno ben 46 spazi per gli animali. Così la zona 9, che conta 41 aree cani. Le zone 3, 4 e 8 sono a pari merito con 34 aree a testa. Nell’ultimo anno ne sono state realizzate altre 9: in viale Beatrice d’Este, in via Olgettina, nel giardino Mario Capponi, tra via Aicardo e via Boeri, nel parchetto di via Koch, nel parco Antonio Annarumma e in piazzale Brescia e tra le vie Don Grioli, Cialdini e Pellegrino Rossi e in via Luraghi agli Olmi. Una decina ha previsto la divisione degli spazi tra cani grandi e piccoli. Pochi tra loro sanno che ai proprietari di cani e alle mamme che con i loro bimbi vivono più di tutti il verde cittadino si offre ora l’opportunità di prendersi cura anche dell’area cani sotto casa, «per aiutare il Comune a tenerla bella e pulita». Il primo avviso pubblico, che scade il 31 agosto e si rinnoverà ogni due mesi, consente a cittadini e associazioni di adottare e mantenere parchi, aiuole e giardini (sul sito del Comune, area Informazioni – Aree verdi – Aree per cani).

OMBRA E PANCHINE – I quattrozampe amano scavare buche, correre a perdifiato, giocare con gli altri cani, riportare la palla, riposarsi all’ombra. I padroni sognano tappeti erbosi (maledetta siccità…), ombra per «noi e loro» e una panchina, specchi d’acqua dove si possano rinfrescare e vedovelle dedicate, vigilanza («perché nell’area cani non ci può stare gente che fa il pic nic», dice Antonio Pignataro) e recinzioni sicure, ma anche l’obbligo per tutti di raccogliere le deiezioni dei propri cani. «Consente una corsa rettilinea di almeno 50 metri», come spiega il nostro esperto, Daniele Mazzini, istruttore ed educatore cinofilo. «Ha panchine a ridosso e al di fuori della stessa area, per consentire un relax ai proprietari e un giusto distacco degli stessi dai loro cani durante le attività ludiche di questi ultimi». Perché «i cani non sono diversi dai bimbi quando giocano e ogni intervento da parte dei genitori impedisce il giusto ed equilibrato approccio esperenziale nelle relazioni intraspecifiche».

RACCOGLIERE LE DEIEZIONI – Fondamentale il dispenser per la raccolta delle deiezioni: «Più d’uno e che si traguardino l’un l’altro a una distanza non superiore ai 20 metri, perché anche il proprietario più pigro ne abbia uno a portata di mano». Vietato inserire fontanelle o ciotole d’acqua: «Per evitare l’innesco di possessività aggressiva per la difesa della risorsa d’acqua nei periodi caldi e scongiurare avide bevute inutili e pericolose (torsione gastrica)». Un’area cani dovrebbe avere una percentuale d’ombra «pari al 30 per cento della sua superficie». E un taglio costante e una irrigazione garantita del manto erboso «importanti, in quanto il calpestio dei cani e l’aumento dell’acidità della superficie dovuta all’urina può produrre fastidiosi odori di tutta l’area». Infine, vanno previsti due varchi, d’ingresso e d’uscita, con apertura dei cancelletti verso l’interno. A prova di fuga. «Va vietato l’ingresso alle cagne durante il periodo di estro». E va inserito l’obbligo di raccolta delle deiezioni nel regolamento del verde. Oggi non previsto.

Paola D’Amico

Via: Corriere della Sera

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