«Oasi» della Darsena Mozione anti-ruspe approvata in Zona 6

Biodiversità Piante e animali nell’ex area box Mercoledì presidio in piazza Scala

I verdi fanno muro contro lo smantellamento dell’oasi della Darsena. Il «no» all’ingresso delle ruspe di Amsa (l’inizio dei lavori era programmato per martedì prossimo) è arrivato giovedì sera, al termine di un consiglio di Zona 6 più che vivace. Con la mozione della verde Elisa Scarano votata a maggioranza, il parlamentino chiede al Comune due settimane di tregua: il tempo di valutare la possibilità di salvaguardare l’oasi, come richiesto anche dal comitato «Darsena Pioniera». Martedì in Zona 1, la presidente della commissione Ambiente, Elena Grandi, presenterà un’analoga mozione. E, per mercoledì, è annunciata una mobilitazione «pro» oasi in piazza Scala. «Questa oasi è un’opera imprevista e straordinaria che ci ha regalato la natura nel centro di Milano. Sarebbe un delitto buttarla via», dice Paolo Hutter, che nell’ultimo mese è sceso in campo accanto al comitato. Nella striscia di terra di 12 mila metri quadrati, abbandonata per anni mentre si litigava su un maxi parcheggio da 700 posti auto, la natura ha dato una lezione agli umani bellicosi. Complici l’acqua e il vento, nell’area di un cantiere dimenticato si sono accumulati terra e detriti e sono arrivati i semi. Non erbacce qualsiasi, bensì piante «pioniere» (in grado di crescere in ambienti estremi): salici e pioppi cipressini, pioppi bianchi e neri, e olmi e ailanti e ancora paulonie. Insieme, hanno ricreato un piccolo ecosistema fluviale o di palude. Poi, l’oasi è divenuta meta di migratori, poi germani reali e gallinelle. Infine è stata colonizzata da una serie incredibile di animali: in centro a Milano sono arrivati persino gli aironi cinerini, rane e rospi e tritoni. Ebbene, gli esperti spiegano che «non c’è precedente analogo in altre città europee di un luogo dove la natura ha fatto tutto da sola creando un ambiente dalla biodiversità incredibile, sia a livello vegetale floristico sia animale». Forse, sarebbe intelligente oltre che utile studiare l’oasi, un unicum nel suo genere, prima di decidere di spazzarla via.

Paola D’Amico

 

Via: Corriere della Sera

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