Lettera ai Verdi Ecocivici: Perchè non sto con Ingroia

Carissimi,

ho scritto alcuni giorni fa una lettera ad Angelo Bonelli in cui esprimevo le mie idee sia sulle elezioni regionali che su quelle politiche. Per le elezioni regionali mi pare che ormai i dadi siano tratti; e mi auguro che domenica si raggiunga un accordo a livello regionale sulle candidature, smussando polemiche inutili e dannose per il nostro movimento.

Per quanto riguarda le elezioni politiche, io sono assolutamente contraria a qualsiasi forma di alleanza politica con altre liste o schieramenti; anche se così rischieremo di non avere ancora una volta nessun rappresentante eletto.

Se pure avessi potuto prendere in considerazione la possibilità di un’alleanza con il centro sinistra (per mere ragioni di opportunismo politico: detta volgarmente, se dobbiamo saltare su un carro, che sia almeno il carro che vince o quello che meno ci dispiace), ciò non può avvenire per un alleanza con la lista di Ingroia, che ci qualificherebbe come fiancheggiatori di un movimento politico molto caratterizzato ed estremo, che prenderà una bassissima percentuale di voti e che ci scaricherà o ci chiuderà la bocca alla prima occasione.

Il fatto che già siamo qui a discutere su un simbolo che di verde non ha niente dovrebbe illuminarci al riguardo.

Ecco uno stralcio della mia lettera ad Angelo Bonelli di qualche giorno fa che riassume il mio punto di vista.

 

……Io non ho una storia di antica appartenenza ai movimenti ambientalisti, ma negli ultimi anni, quando già ero consigliera di zona a Milano per la Rosa nel Pugno, ho lavorato per promuovere i referendum per Milano  e ho raccolto (posso dirlo senza timore di essere smentita) da sola migliaia di firme. E’ da allora che ho capito che le battaglie ambientaliste avrebbero potuto diventare le mie. Del resto sono sempre stata dell’idea che un movimento ambientalista forte e presente sul territorio sia condizione quasi imprescindibile in una democrazia.

Eppure quello che sto vedendo in queste ultime settimane mi lascia interdetta: un movimento/partito come il nostro, caratterizzato da numeri e forze infinitesimali rispetto a quelle dei grandi partiti, dovrebbe avere nella coesione interna e nella presenza sul territorio (non per forza capillare, ma efficace) la sua forza.

So bene che siamo ancora in una fase costituente, connotata dalla faticosa ricerca di una linea tra il passato dei verdi e il futuro degli ecologisti e civici: ma i temi e le nostre lotte sono le medesime e questo dovrebbe essere sufficiente. Inoltre, pochi, sparuti, disorganizzati, senza denari né supporti come siamo, potremo trovare forza e consensi solo sollecitando sul territorio l’attenzione su temi forti , in grado di riscuotere consensi ed entusiasmo. Tu lo stai facendo a Taranto per una causa difficile e drammatica. Ma molti altri sono i traguardi (grandi e piccoli) che dovremmo prefiggerci: a volte meno vistosi della TAV o dell’Ilva eppure altrettanto importanti per il bene comune.

E, soprattutto, sempre perseguiti in autonomia rispetto al resto dei partiti.

Personalmente sono dell’idea che la forza di un vero partito verde ecologista dovrebbe essere nella sua trasversalità: i temi ambientalisti non dovrebbero essere connotati politicamente in maniera netta e noi dovremmo essere in grado di creare consensi in ogni fascia della popolazione e in ogni cittadino animato dal senso civico: di sinistra o di destra che sia. Dovremmo essere supporto o spina nel fianco di ogni governo, portatori fermi e irremovibili di istanze necessarie a fare del nostro futuro un futuro migliore. Ma questo non lo otterremo mai alleandoci con partiti che tuttalpiù ci potranno usare per dimostrare di essere sensibili ai temi dell’ambiente; per poi metterci all’angolo, impossibilitati a far sentire la nostra voce dalla pochezza dei nostri numeri……

 

…..quello che so è che dobbiamo lavorare per il futuro: diventare una presenza rassicurante e coesa sul territorio, autonoma da ogni partito e schieramento, in grado di fare sentire la propria voce da sola. Dovremmo essere quelli che propongono soluzioni percorribili, pratiche, immediate. Dovremmo organizzare periodicamente degli incontri/convegni/dibattiti/conferenze nei quali parlare di cose che i cittadini possano sentire (ma già è così) come di primaria importanza: la salvaguardia del nostro patrimonio idrogeologico, lo sviluppo dell’agricoltura biologica, il verde nelle città, lo sviluppo di una rete di mobilità sostenibile (anche solo cominciando con il proporre un miglioramento dei viaggi dei treni per i pendolari), il riuso dei beni immobili dismessi, ecc. ecc. ecc.

Io nel mio piccolo a Milano sto lavorando allo sviluppo del progetto dei giardini condivisi e degli orti comunitari: l’esigenza di condividere gli spazi verdi delle città e di renderli vivibili e non solo fruibili passivamente è  grandissima e molto sentita. E insieme a questo sto cercando modi per fare sì che alcuni spazi/aree/immobili del Demanio (e non solo) possano diventare luoghi di aggregazione per attività tese alla promozione dell’educazione all’ambiente, e alla sostenibilità. So che paiono cose da poco, ma ti assicuro che creano consensi ed entusiasmo. Ma poi è necessario che tutto questo diventi riconoscibile come una battaglia dei verdi ecologisti nel loro insieme, non solo di un loro rappresentante……

 

Mi pare di avere detto tutto.

Scusate la lungaggine e un caro saluto a tutti.

 

Elena Grandi

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