La Casa degli Artisti rinascerà primi restauri per 1,6 milioni

Dopo sei anni di abbandono, la Casa degli Artisti in corso Garibaldi 89/A potrebbe tornare a essere quello per cui era stata progettata più di un secolo fa. Sgombrato dal Comune nel 2007, l’ edificio di inizio Novecento sarà messo in sicurezza e assegnato con un bando pubblico. Non cambia la destinazione d’ uso prevista nel 1911: «Edificio ad utilizzo esclusivo di laboratori artistici». Ancora non si sa chi sarà a dipingere, scolpire o suonare nelle stanze del palazzetto in cemento armato, gioiello architettonico alle porte di Brera. Le certezze sono che Palazzo Marino investirà 1,6 milioni di euro per una prima ristrutturazione, che quei soldi saranno ricavati dagli “oneri di urbanizzazione” pretesi dai costruttori che fanno interventi edilizi in centro, e che la struttura tornerà a vivere entro il 1° maggio 2015, data di inizio di Expo. I lavori di messa in sicurezza dell’ edificio dovrebbero durare circa un annoe mezzo. Terminati quelli, sarà possibile assegnarlo. «Per affidare la struttura sarà indetto un bando pubblico», comunicano all’ assessorato all’ Urbanistica. I singoli artisti o le associazioni artistiche che si aggiudicheranno la possibilità di lavorare nell’ edificio dovranno allestire gli spazi a proprie spese con un piccolo contributo da parte del Comune, pagando i lavori necessari al ripristino degli impianti e dei servizi. Il testo del bando di assegnazione non è ancora stato scritto, ma è probabile che alcuni spazi vadano obbligatoriamente destinati all’ accoglienza degli artisti stranieri in visita a Milano. «L’ intenzione dell’ amministrazione è che la Casa degli Artisti non perda la sua vocazione, e che sia al contempo aperta alla città con mostre e attività culturali», aggiunge Elena Grandi, consigliere di maggioranza in consiglio di Zona 1 che si è battuta negli ultimi anni perché fosse recuperata. Fra le realtà che vorranno partecipare al bando di assegnazione, con ogni probabilità ci sarà anche l’ associazione 89/A, composta dagli artisti che fino al 2007 vivevano nella Casa, prima che Palazzo Marino decidesse di sgombrarla. Gli ex occupanti, per la maggior parte liutai, stanno anche valutando la possibilità di partecipare a bandi di fondazioni bancarie per reperire i fondi necessari ai lavori di adattamento degli spazi. «Ovviamente non c’ è alcuna preclusione all’ ipotesi che sia la stessa associazione a gestire nuovamente la Casa», comunica Palazzo Marino. I vecchi occupanti furono allontanati dalla polizia locale, che intervenne su ordine dell’ allora vicesindaco Riccardo De Corato: il piano terra del palazzo era occupato dal centro sociale Garibaldi, e l’ amministrazione decise di sgombrare l’ intero edificio. Finì così una storia di produzione artistica cominciata un secolo fa e sopravvissuta anche alla Seconda guerra mondiale. Fra il 1940 e il 1945 molti dei palazzi di corso Garibaldi furono bombardati, ma la Casa degli Artisti resistette. Nei decenni, dalle stanze e dal bel giardino della Casa sono passati in tanti, dal trombettista Chet Baker a Dino Buzzati, fino allo scultore Broggini, che lì ha disegnato il cane a sei zampe marchio dell’ Eni. Il consiglio di Zona assicura che troverà una sistemazione anche per la colonia felina che da anni vive nei giardini della Casa.

Franco Vanni

Via: Repubblica

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