Casa degli Artisti, sarà il Wwf a occuparsi delle grandi serre

Il bando Zona 1: «Finalmente il verde abbinato alla cultura e al sociale»

Sarà il WWF a gestire le grandi serre già ristrutturate che fanno da corredo alla Casa degli Artisti e la manutenzione del piccolo giardino pubblico antistante in via Tomaso da Cazzaniga. È arrivato a compimento il bando pubblico per il quale il Cdz 1 (Centro storico) aveva delineato le caratteristiche del futuro gestore. Questo luogo, il primo del complesso ad essere risistemato con gli oneri di urbanizzazione derivanti dalla costruzione di un vicino stabile, dovrà ospitare mostre dedicate al verde e laboratori per le scuole e i bambini, una biblioteca botanica aperta alla città, un orto urbano aperto ai visitatori. Il giardino aperto da due anni al pubblico è già un punto di riferimento per chi vive nella zona di corso Garibaldi. La zona 1 aveva chiesto al Comune che le ex serre fossero assegnate ad un’associazione. Quando il bando era stato presentato qualcuno aveva puntato il dito contro la maggioranza, sostenendo che con i requisiti richiesti equivaleva a «consegnare la serre a Orticola», una delle prime istituzioni italiane moderne ad aver promosso la conoscenza delle piante, dell’arte dei giardini e del paesaggio vegetale spontaneo, e attiva a Milano sin dal 1854. Le serre, 180 metri quadrati incastonati in una culla verde di quasi duemila, si candidano a diventare un’oasi in centro città. «Tenuto conto che le ex serre si collocano nel giardino su cui si affaccia la Casa degli artisti, abbiamo chiesto che venga messa allo studio una destinazione pertinente con la sua originaria destinazione di luogo, cioè, dedicato a funzioni attinenti alla sfera artistica, sociale e culturale», spiega la presidente della commissione Ambiente della zona 1, Elena Grandi. «Siamo contenti che quel luogo possa diventare posto di promozione divulgazione temi del verde, i vincitori hanno probabilmente portato un progetto in linea con l’indirizzo espresso dal consiglio di zona. Chi arriva dovrà assicurare un’apertura giornaliera alla città. C’erano altre associazioni altrettante valido e il bando è risultato una vera gara e non un assegnazione mascherata da bando».

Paola D’amico

Via: Corriere della Sera

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