Sui navigli le ailanti erano infestanti!

In risposta agli articoli dei principali quotidiani milanesi.

Gentile Signora Bossi Fedrigotti,

vorrei rispondere al signor Bavestrelli che il 10 dicembre le ha scritto del suo disappunto per l’abbattimento di 46 ailanti lungo il primo tratto del Naviglio Pavese. Da strenua sostenitrice dell’oasi spontanea della Darsena, per la cui tutela abbiamo tanto e inutilmente combattuto un anno fa, non posso che condividere il dispiacere di chi vede da un giorno all’altro abbattuti alberi frondosi e in buona salute. Il fatto è che gli ailanti (è giusto dire che alloctoni non si possano ormai più considerare) sono piante spontanee, dall’apparato radicale molto robusto e invasivo, le cui radici avevano danneggiato non solo il manto stradale, ma anche le pietre poste lungo gli argini del canale: che è artificiale ed è un’opera d’architettura. E’ stato quindi purtroppo necessario, in vista degli imminenti lavori di messa in sicurezza  e di ripristino delle rive del Naviglio e della strada che lo costeggia (interventi previsti dal piano di valorizzazione delle nostre vie d’acqua) procedere al loro taglio; ad esso seguirà tra breve la rimozione dei ceppi e delle radici. Certo, ad evitare lo sconcerto e il disappunto dei cittadini, si sarebbe dovuto  dare per tempo informazioni   sui motivi, i tempi e i modi  di quel che si doveva fare:  questo non è avvenuto e spero che in futuro si riesca a fare. L’ Amministrazione Comunale sta lavorando per promuovere una nuova visione del verde e del paesaggio urbano, più attenta che in passato alla vegetazione spontanea e alle biodiversità: ma purtroppo vi sono casi in cui la conservazione e la tutela di un manufatto storico e la sicurezza della circolazione stradale rendono necessarie azioni che, ben lo sappiamo, rischiano di apparire inutilmente drastiche, se non sono illustrate nelle loro ragioni.

Un caro saluto

 

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