USIAMO L’EUROPA! VOTA VERDE, VOTA ELENA GRANDI!

Cari amici,

sono candidata in testa di lista (numero 3) per le Elezioni Europee con la lista Green Italia Verdi Europei, nella circoscrizione Nord Ovest (Lombardia – Piemonte – Liguria – Valle d’Aosta).

Ecco i motivi per cui chiedo la vostra attenzione e per cui spero di ottenere il vostro appoggio per le prossime Elezioni Europee del 25 maggio.

 

  • Dobbiamo usare meglio l’Europa.Non possiamo più permettere che i soldi dei contribuenti italiani, che l’Europa mette a disposizione sotto forma di fondi strutturali (fondi finanziari messi a punto dalla Comunità europea per cofinanziare gli Stati membri dell’Unione, ma anche specifici interventi a favore di singole regioni), siano dispersi e perduti quando potrebbero essere utilizzati per la difesa dell’ambiente, della cultura, del turismo. Per il periodo che va dal 2007 al 2013, a favore del nostro Paese, sono stati stanziati 59,4 miliardi di euro; oggi ne restano da spendere ancora 22: se non ci muoveremo in fretta e meglio rischieremo di perderne gran parte.L’Italia è al terzo posto tra i Paesi che ricevono più soldi da Bruxelles (dopo Polonia e Spagna) e al secondo tra quelli che li usano di meno (prima la Romania). Dobbiamo modificare questa tendenza.
  • Il voto europeo è l’occasione per dare spazio a un’idea e a un pensiero; il voto ai Verdi, Italiani ed Europei, è un investimento per il nostro futuro: l’idea ambientalista deve essere un’idea trasversale, che chiunque abbia a cuore le sorti del nostro Pianeta può e deve condividere.
  • Il Partito Verde Europeo è il quarto partito del Parlamento Europeo, ma da anni l’Italia non ha nessun parlamentare verde eletto.Una mancanza alla quale si deve porre rimedio: non è accettabile che l’Italia sia tanto distante da temi e da battaglie che in tutta Europa sono sentiti come primari.
  • L’Italia ha urgente bisogno di interventi a tutela del territorio e dell’ambiente; di azioni che prevedano leggi chiare, severe e rispettate, piani di recupero, di salvaguardia e di sviluppo. I mezzi per intraprendere queste azioni ci sono: dobbiamo usarli.
  • È necessario intervenire subito sul dissesto idrogeologico, fermare il consumo di suolo che da anni stravolge i nostri territori, bonificare le aree inquinate, tutelare i nostri mari, le campagne, i corsi d’acqua, l’agricoltura, i boschi. Dobbiamo promuovere lo sviluppo e l’utilizzo delle energie rinnovabili e bloccare ogni incentivo a favore delle fonti fossili (a partire dallo stoccaggio di gas metano) e del nucleare. In Italia il 68,9% dei comuni, si trova in aree classificate ad alto rischio idrogeologico: eppure manca del tutto un piano di interventi e di investimenti sia a breve che a lungo termine.
  • Dobbiamo valorizzare e difendere il nostro patrimonio culturale e artistico, fonte di crescita economica, di posti di lavoro e di ricchezza; l’Italia ha nel turismo uno strumento formidabile di ripresa economica.
  • Green New Deal e Green Economy non devono essere sterili slogan ma  progetti concreti e perseguibili: con scadenze certe, regole chiare, programmi attuabili in grado di creare lavoro, indotto, nuova ricchezza, autentico benessere, armonia.
  • Il rispetto della natura deve andare di pari passo con quello dei diritti di ogni essere vivente: la loro tutela deve essere in capo ad ogni azione di governo e di riforma.
  • Solo con nuovi consensi, appoggi e voti il movimento ambientalista italiano potrà diventare, in Italia e quindi in Europa, una forza propulsiva e propositiva e non solo di protesta: in grado cioè di fare sentire la propria voce a governi che, ancora oggi, sembrano considerare il tema dell’ecologia, della sostenibilità ambientale, della difesa del territorio, problemi marginali se non orpelli costosi e quindi procrastinabili a data da definirsi.

 

Chi mi conosce sa che sono persona pragmatica, poco disposta a rinunciare a idee e progetti che ritengo giusti e fondamentali. A Milano, da Presidente della Commissione Verde Ambiente Demanio del Consiglio di Zona 1, sto già lavorando sui temi a me cari (valorizzazione del verde urbano, del sistema dei canali e delle acque, della biodiversità; riutilizzo di aree dismesse, recupero di immobili, creazione di orti e giardini condivisi, iniziative a sostegno dell’energia alternativa e della protezione degli animali, della flora autoctona e della piccola fauna).

 

In Europa lavorerò affinché l’Italia impari ad usare meglio, di più e in maniera trasparente ed efficace i fondi europei. L’Italia è un contribuente netto per il bilancio comunitario: ha versato nelle casse europee più di quanto sia tornato indietro. O meglio, più di quanto sia stata capace di utilizzare sfruttando i fondi strutturali: e questo a causa della scarsa capacità progettuale delle amministrazioni locali, oltre che del malfunzionamento della politica. Per questo il mio impegno sarà mirato a rendere la nostra partecipazione alla UE fonte di vantaggi e di sviluppo sostenibile e non solo di costi. L’Europa delle banche deve trasformarsi in Europa dell’economia reale.

 

EXPO 2015 ha come tema  “Nutrire il Pianeta”: perciò farò anche di questo un  punto del mio programma politico. Se sarò eletta mi impegnerò perché anche in Italia si dia avvio a efficaci politiche di appoggio all’agricoltura, di valorizzazione del nostro territorio e del suo prezioso patrimonio di biodiversità, del suo sistema delle acque. Mi impegnerò per fermare il consumo di suolo sostenendo politiche di riutilizzo e di recupero dell’esistente; per ottenere l’impiego dei fondi strutturali europei per intervenire sul dissesto idrogeologico; per difendere i nostri beni culturali e per dare nuovo slancio al turismo.

 

Lavorerò affinché l’impiego delle energie rinnovabili sia incentivato e sostenuto con precisi piani finanziari; per sospendere ogni forma di incentivo all’uso dei combustibili fossili; per chiudere definitivamente  il capitolo sulle centrali nucleari: non solo non se ne dovrà più costruire , ma si dovrà progressivamente smantellare quelle esistenti.

 

Infine sosterrò con ogni mezzo la trasparenza delle Amministrazioni Pubbliche, perché i cittadini hanno il diritto di conoscere, di sapere e di usufruire di servizi efficienti.

 

È il momento di dare una svolta e nuovo vigore al pensiero verde, di liberarlo dai legacci delle ideologie e dal ricordo di errori passati: il pensiero verde deve essere un’idea a tutto tondo, condivisa e condivisibile, aperta e positiva.

Con esso andrò al Parlamento Europeo.

 

Se riterrete che anche solo una parte di questi miei pensieri e propositi siano condivisibili, allora votatemi. Se saremo in tanti ce la faremo.

 

Elena

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