Il giardino segreto tra Pac e Villa Reale restituito alla città

Nessuno calpesta l’erba del bosco segreto di via Palestro dal 1945. Eppure il giardino, di duemila metri quadrati, si trova nel cuore della città, stretto fra il Padiglione di arte contemporanea, Palazzo Belgiojoso, l’Intendenza di finanza e parco di Villa Reale. A isolare il bosco dal resto della città è un muro di cinta, interrotto solo da un cancello, chiuso da settant’anni. Gli ultimi a frequentarlo furono alcuni soldati tedeschi, che durante l’occupazione trasformarono le ex stalle dei Savoia in magazzini militari. Gli Alleati le bombardarono e da allora nessuno più si è spinto all’interno, eccetto i giardinieri, che vi fanno visita ad andar bene una volta ogni cinque anni. Ora la famiglia Cabassi, proprietaria del piccolo bosco, ha fatto una proposta al Comune: si apra il cancello ai milanesi, e si attrezzi parte del giardino con una serra in vetro.

«Immaginiamo di costruire un percorso coperto, fatto con lastre trasparenti e infissi leggeri, che si snodi come una serpentina fra gli alberi secolari e l’antica roggia — spiega Francesco Cataluccio, amministratore delegato della holding dei Cabassi — una sorta di serra continua dove crescano piante, e da cui si possa osservare per tutto l’anno lo spettacolo del giardino circostante». L’intenzione della proprietà è creare uno spazio dalle funzioni più diverse: durante la settimana potrebbe accogliere le visite didattiche degli studenti, nei weekend le presentazioni di libri, e durante gli eventi del design (mobile e moda) le installazioni di progettisti e stilisti.

Della validità del progetto si discuterà domani nella commissione Verde del Consiglio di Zona 1, che dovrà dare un primo assenso. «Sarebbe positivo restituire alla città un’area che così a lungo è rimasta chiusa e inaccessibile — dice Elena Grandi, presidente della commissione — è importante che non solo il giardino, ma anche le eventuali strutture leggere, siano utilizzabili dall’amministrazione comunale per mostre e iniziative, legate al verde e non solo». Da mesi il vicesindaco e assessore comunale all’Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris, segue l’evoluzione del progetto, che dovrà essere approvato da Palazzo Marino.

L’ultima autorizzazione necessaria sarà quella della Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici. Se fino a oggi nell’area non si è mai costruito nulla è anche perché già nel 1946 il piano regolatore comunale dichiarò il bosco “non adatto a costruzioni” e successivamente la Soprintendenza vi pose il più severo dei vincoli, per preservare 12 alberi secolari, fra cui una preziosissima magnolia. Per questo, la serra non dovrà comunque interferire con le piante più preziose.

L’idea è di realizzare un percorso coperto che si snodi tra gli alberi secolari e l’antica roggia

Il giardino di Villa Reale, il primo in città all’inglese, confinante con il bosco della famiglia Cabassi

Franco Vanni

 

Via: LaRepubblica

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